IL BASKET DELLE CONTRADE

Lo Sporting Club Karalis in trasferta all'Aquila

Sembrava Siena la Cagliari del basket degli anni Settanta, e magari anche un po’ prima e un po’ dopo: dietro il Brill, l’unica realtà che aveva messo tutti d’accordo perché tutti tifavano per il Brill, c’erano squadre che sembravano contrade. C’era l’Esperia nella zona di Monte Mixi, c’era l’Aquila a Su Siccu, c’era lo Sporting Club Karalis nel cortile della scuola Riva di piazza Garibaldi, c’era la Congregazione Mariana di via Ospedale. Sembra incredibile, oggi: ma quando, per esempio, gli aquilotti “testa verde” andavano a sfidare i congregati era quasi una trasferta, così come il fattore-campo era spesso decisivo allo Sporting dove il terreno di gioco in discesa faceva sì che un tiro da un angolo fosse con il canestro oltre i tre metri e dall’altro abbondantemente sotto. C’era poi la Fiera Campionaria, ma si giocava anche nel padiglione della Coca Cola di viale Elmas, prim’ancora nel viale Diaz, in Terrapieno. Si giocava, anche nella Serie C nazionale, in campi all’aperto. Ma era tutto molto bello, anche se una intera generazione ha lasciato su quei campi una quantità esagerata di menischi…