SUL VELLUTI

Le figurine di Claudio Velluti e Alberto Pedrazzini

Da una mia intervista pubblicata su L’Unione Sarda il 30 settembre 2009: “La mia famiglia ha origini fiorentine, lontanissime: un mio antenato era stato perfino citato da Dante, che non ne aveva parlato bene. Ci battezzarono Velluti proprio perché eravamo produttori e commercianti di quel tessuto. In tempi più recenti mio bisnonno, uomo del Papa bocciato dal Papa che gli aveva negato una promozione, divenne garibaldino ma, perso tutto fuorché l’onore, si rifugiò in Sardegna, prima a Caprera e poi a Cagliari, dove faceva il falegname….. Ho smesso di andare a vedere le partite dei miei figli Marco e Simone il giorno in cui avevo gridato a un arbitro che se gli si fosse staccato un piede, io, che faccio l’ortopedico, gliel’avrei riattaccato al contrario. Mia moglie mi prese per un braccio e mi disse: basta Claudio, andiamo via….. Il mondo è cambiato tanto da quando giocavo io. In quegli anni la rottura di un menisco poteva costarti la carriera, oltre che una buona vecchiaia senza artrosi e, sul piano sportivo, il mio Simmenthal tricolore, con Riminucci e Vianello, Vittori e Pieri, oggi le buscherebbe da una qualsiasi squadra di B2”.