JOHN, DICA 33

Il classico jumper di John Sutter, a braccia tese sopra la testa: instoppabile

Nell’anno dei playoff scudetto, articolato in tre fasi, John Sutter aveva segnato 931 punti in 32 partite (media 29,1 punti). In regular season (12 vittorie, 10 sconfitte) aveva viaggiato alla media di 27,4, con questa hit parade: 41 contro la Fortitudo Bologna, 39 contro Udine e Forlì, 37 a Milano contro la All’Onestà, 35 a Siena, 34 a Varese, 30 con Siena e All’Onestà Milano e per altre otto volte aveva segnato almeno 25 punti. Nella post season, articolata nella poule scudetto (sei partite, tre vittorie) e nei playoff veri e propri (che il Brill fece per piazzarsi però tra il quinto e l’ottavo posto collezionando quattro sconfitte in quattro partite) John aveva fatto perfino meglio: altri 329 punti (alla media di 32,9). Una stagione semplicemente straordinaria: perché non c’era ancora il tiro da tre punti e, sembra strano ma è vero, John non tirava benissimo i liberi (il 68,8%, ma le medie erano sensibilmente più basse dei giorni nostri). Dal campo era invece micidiale: il 52,6%. Un canestro ogni due tiri (405 su 770): spaventoso, per un cecchino di quarant’anni fa. E poi, diciamola tutta, John era un idolo anche perché era proprio bello, bellissimo: un figo.