IL GIALLO DI TOPONE

C’è un giallo che dura da quasi vent’anni dietro il più grande flop del basket cagliaritano, inspiegabile, nel rapporto tra ambizione e investimenti e risultato poi ottenuto: la retrocessione in B2. Era l’anno 2000, sembrava l’inizio di una nuova era: il Cagliari di Gigi Bergamini compie una serie di, apparentemente perfette, operazioni di mercato: arrivano il coach Piero “Topone” Pasini, il playmaker Angeli, la guardia Benzi, l’ala Vettorelli, il pivot Battistella che affiancano Galetta, Cossa più i cagliaritani Spinetti e Velluti e alcuni giovani molto promettenti come Titì Villa Santa e i figli d’arte Burato e Ganguzza. Quella squadra chiude ultima, con appena sette vittorie: affronta a pezzi i playout, lo spogliatoio è ormai saltato in aria. L’Argenta vince garauno, perde garadue a Cagliari ma in garatre si impone 95-66. Un massacro, vergognoso, ma il giusto epilogo di una stagione terribile. Sulla panchina di Cagliari, però, non c’era più Pasini. In quella stagione squinternata era accaduto anche questo: Topone era stato esonerato (a vantaggio di Andrea Carosi): dopo una vittoria. Esterna! Perché? Un mistero ancora oggi.