BASKET SARDO STORY – TERZA PUNTATA

1959-1969
La Svolta
Anni Sessanta, dall’Olimpia al Brill

Nasce la Dinamo – Arrivano gli Harlem Globetrotters all’Anfiteatro – Velluti vince lo scudetto con il Simmenthal – A Monte Mixi sorge il palazzetto – Il 15 giugno 1969 Cagliari conquista a Napoli con il Brill la promozione in Serie A

Il primo vagito si avverte il 23 aprile del 1960: a Sassari, negli austeri locali del liceo classico Azuni, quello di Francesco Cossiga e di Enrico Berlinguer, nasce una società che ne avrebbe fatta di strada, e di rumore, nella storia del basket italiano. È la Dinamo. Che però, per i vent’anni successivi alla sua fondazione , è una delle tante squadre del sottobosco cestistico isolano, nulla di più. Non è neanche, per anzianità, la prima società sassarese di basket. Assiste anch’essa al match caratterizzante gli anni Sessanta, il derby cagliaritano tra l’Esperia e l’Olimpia, quasi uno spareggio (in famiglia, perché le due società sono una figlia dell’altra) per stabilire chi è la più bella del reame e può conquistare la leadership cittadina fino a conquistare, per la prima volta, la massima serie.
Ma non soltanto di quel derby ha vissuto la pallacanestro sarda nei mitici anni Sessanta: sono tanti altri i momenti storici che hanno caratterizzato questo decennio che segna il passaggio dalla preistoria alla storia, da un basket non amatoriale ma romantico a quello professionale e professionistico. Perché la Sardegna lo comincia nell’anonimato più assoluto ma lo chiude, quel decennio indimenticabile, tra le luci della ribalta.
È il 14 luglio del 1963 quando in Sardegna arriva per la prima volta – tra lo stupore e l’incredulità generali – la squadra di basketball più famosa del mondo, gli Harlem Globetrotters. Data storica e soprattutto scenario storico: Cagliari non ha ancora un palazzetto dello sport, il match si gioca su un parquet allestito nel pieno di una calda estate nello scenario straordinario dell’Anfiteatro Romano nel viale Fra Ignazio.
Gli Anni Sessanta registrano soprattutto il primo derby tra l’Esperia e la Dinamo, che sarebbe diventato poi il leit motiv di tutti gli anni Ottanta. A Sassari, nel mitico campo Meridda, il 5 gennaio del 1964, se lo aggiudica l’Esperia per 54-37 (ancor più netto il successo nel match di ritorno, 70-32).
Tre anni più tardi, nel 1967, altre due perle: il Cus Cagliari, intesa proprio come squadra (maschile) del Centro Universitario Sportivo, si aggiudica il titolo italiano, a Firenze. Ad agosto, invece, Cagliari ospita la prima manifestazione internazionale ufficiale: i campionati europei femminili juniores. Teatro della manifestazione la Fiera Campionaria di viale Armando Diaz. In campo, tra le azzurre, c’è anche una cestista cagliaritana, Silvana Lenzu. Prima di lei, però, un’altra cestista, diventata più famosa però come cantante: Marisa Sannia, che si era pure esibita a Sanremo nel 1968, giungendo seconda con “Casa Bianca” di Don Backy cantata insieme a Ornella Vanoni, era stata chiamata nelle nazionali giovanili. La Lenzu avrebbe invece avuto una straordinaria carriera nella nazionale maggiore dove collezionerà 48 presenze. È stata probabilmente la più grande giocatrice sarda di basket di sempre.
Si gioca ancora alla Fiera, e quando c’è la Fiera, il basket cagliaritano si trasferisce nel capannone della Coca Cola nel viale Elmas, non distante dall’aeroporto: il palazzetto dello sport è però in arrivo, verrà inaugurato il 25 ottobre del 1968, qualche giorno dopo, il 7 novembre, l’Olimpia (diventata nel frattempo Unione Sportiva Cagliari) sottoscrive l’abbonamento con la Brill destinato a diventare storico, praticamente eterno. Ancora qualche giorno e Cagliari, ma non solo Cagliari, assiste al primo match contro una formazione americana, la Gillette del grande Jim McGregor. Ci siamo: ormai manca soltanto la Serie A.
i Match nella Storia

Budapest, 22 febbraio 1959: Claudio Velluti in Nazionale
Ungheria-Italia 80-61
La pallacanestro in Sardegna ha già radici molto profonde ma manca ancora l’acuto: lo offre Claudio Velluti, primo sardo ad approdare nella Nazionale (lo è stato anche nell’atletica leggera). Il debutto dell’alapivot cagliaritana avviene in Ungheria dove colleziona la prima di 31 presenze (51 punti).

Siena, 24 maggio 1959: anche i granata promossi in Serie A
Virtus Siena-Esperia 46-60
Un anno dopo l’Olimpia anche l’Esperia conquista la Serie A, la A2 di oggi. Quel successo, il dodicesimo in diciassette giornate, vede tre granata in doppia cifra: Vascellari 16, Lotti 15 e Fara 13. A referto due cestisti ancora giovanissimi che saranno poi senatori granata come Enzo Molinas e Giorgio Di Matteo.

Milano, 6 marzo 1960: Claudio Velluti campione d’Italia a Milano
Simmenthal-Gira Bologna 81-46
Ancora Claudio Velluti in copertina: calzando le leggendarie “scarpette rosse” del Simmenthal, il cagliaritano conquista il primo scudetto targato Sardegna. La partita decisiva è contro la Gira. Nel 1960 sfuma però per Velluti la partecipazione all’Olimpiade di Roma: contesto da basket e atletica, finisce beffardamente per non essere poi convocato da nessuna delle due Nazionali.

Sassari, ottobre 1962: la prima partita ufficiale
Dinamo-Torres 41-34
Due anni dopo la fondazione, avvenuta il 23 aprile del 1960 nelle aule del Liceo Classico Azuni, la Dinamo Sassari gioca la sua prima partita ufficiale: il campionato di Serie B regionale e l’apertura è un derby, contro la Torres, benauguratamente vinto.

Sofia, 22 agosto 1965: Marisa Sannia debutta in nazionale juniores
Italia-Polonia 16-79
Marisa Sannia è la prima donna sarda a vestire la maglia azzurra anche se a livello giovanile agli Europei juniores in Bulgaria. Esordio, terribile, contro la fortissima Polonia. La Sannia, cresciuta nella Karalis e poi nel Cus Cagliari, diventerà poi molto più celebre come cantante. Il top lo ottenne a Sanremo nel 1968 quando, appena ventunenne, si classificò al secondo posto con il brano “Casa Bianca” scritto da Don Backy e presentato in coppia con Ornella Vanoni.
Cagliari, 6 gennaio 1966: una sfida ancora oggi incredibile alla Fiera
Olimpia-Unione Sovietica 72-102
In piena Guerra Fredda si disputa alla Fiera Campionaria del viale Diaz, all’epoca il “palazzetto” del basket cagliaritano una sfida che ancora oggi ha dell’incredibile tra l’Olimpia dei fratelli Pirastu, non a caso molto vicini al Partito Comunista Italiano, e una rappresentativa dell’Unione Sovietica. Naturalmente non c’è partita tra una squadra che milita ancora nella Serie B italiana e una delle due Superpotenze della pallacanestro mondiale ma è un match da record anche per gli oltre 3.000 spettatori che avevano assistito all’incontro davvero unico. Giulio Melilla, che poi avrebbe allenato la Dinamo in Serie A2, è il miglior marcatore dei verdi con 16 punti: Correddu chiude con 13, Lotti 10, Velluti 9, Rago 7, Pieroni e Angius 5, Pedrazzini 4, Rigucci 3, Pirastu. Una serata indimenticabile, che fa il paio con lo spettacolare match del 14 luglio del 1963 degli Harlem Globetrotters che si erano esibiti in uno scenario spaventosamente bello, unico e irripetibile: l’Anfiteatro romano di viale Fra Ignazio.

Firenze, giugno 1967: gli Universitari sono campioni d’Italia
Cus Cagliari-Cus Pisa 66-58
È stata di fatto la prima “fusione” tra Esperia e Olimpia perché il quintetto del Cus Cagliari che battendo in finale Pisa e Bologna dopo aver sconfitto anche Macerata e Firenze ha vinto il titolo italiano è formato soprattutto da ragazzi delle due massime società di allora. In campo Maurizio Cosmelli, dell’Olimpia, playmaker livornese fratello dell’azzurro Massimo, tragicamente deceduto nell’ottobre dello stesso anno durante un battuta di pesca a Capo Spartivento. La squadra di Sa Duchessa è composta anche dal romano Rigucci e da Pedrazzini, Correddu, Angius, Capra, Carucci, Rago, Santa Cruz e Bionducci.

Cagliari, 11 novembre 1968: match inaugurale del palazzetto
Brill-Gillette 81-103
Cagliari ha finalmente un palazzetto dello sport, prima il basket si giocava nei padiglioni della Fiera del viale Diaz e, quando c’era la Fiera, si giocava nello stabilimento della Coca Cola nel viale Elmas. Per la partita inaugurale viene scelto un avversario prestigioso: la Gillette All Stars allestita dal coach americano Jim McGregor, una sorta di team globetrotter che veniva allestito per girare il mondo per disputare amichevoli di lusso. Una curiosità: il palasport, che verrà poi intitolato ai fratelli Pirastu, prima dello stadio Sant’Elia.