FUSIONI CALDE E FREDDE

Il Veas del 1979, un gigante fragile. In alto: Pettinau, Camba, D'Urbano, Murgia, Collu. In basso Cocco, Corda, Manunza, Anedda, Medda.

Esperia-Olimpia dei giorni nostri è una intelligente “joint venture”: un accordo tra due società che hanno deciso, attraverso i due presidenti Giovanni Zucca e Dario Corsi, di sostenersi. L’operazione non ha avuto una crisi di rigetto, come era invece accaduto a Cagliari, tanti anni fa. La più coraggiosa fusione era stata nel 1979 il matrimonio tra le squadre femminili della Veritas e dell’Astro che diede vita al Ve.As, uno squadrone (basta pensare al trio di lunghe Camba, D’Urbano, Murgia e allo straordinario talento offensivo di Manunza e Collu) ma fragile: l’accordo saltò dopo un solo anno, anzi molto meno. L’altra “joint” era stata (sempre nei Settanta, ma a livello maschile) tra la Congregazione e lo Sporting: aveva dato vita alla Interbasket, che con il marchio Serigraf ha reso più bello il basket cagliaritano per almeno un decennio.