DATOME, UN’OPERA D’ARTE

Gigi Datome con la scultura

La sua mano è d’oro: tira dalla lunetta con il 90% e da tre con il 50%. Ma ora la mano di Gigi Datome è anche di bronzo: perché – caso unico nella storia dello sport italiano – le sue preziose cinque dita, il suo solido palmo e soprattutto il suo morbidissimo polso, sono diventati una scultura. Un’opera d’arte, come in fondo lo è – non solo su un campo di basket – anche l’ala di Olbia. L’ha creata Dante Moret e c’è tutto Gigione: perché nella palla a spicchi, fedele compagna della sua vita, c’è rappresentata la Sardegna e soprattutto quel numero 70, il suo numero di maglia, come 1970, anno di fondazione della “sua” Santa Croce di Olbia, la sua culla cestistica. La consegna della scultura, dal presidente del Coni Giovanni Malagò, a Roma: omaggio a un atleta e un ragazzo come pochissimi altri.