DIECI ANNI SENZA MARISA SANNIA

Marisa Sannia (1947-2008) nella Nazionale Juniores del 1965: è la prima in alto a destra

DA L’UNIONE SARDA DEL 2008, L’ADDIO A MARISA SANNIA

C’eravamo rimasti male quando scoprimmo che aveva deciso di lasciare il basket, e il Cus, per la musica: perché era brava, Marisa Sannia. Vent’anni davanti a tutte: anche a tanti uomini. La pallacanestro degli Anni 60 era figlia di un’epoca in cui si poteva fare la rivoluzione anche con una palla e un canestro. O una chitarra. Soprattutto per una ragazza apparentemente fragile ma dal temperamento d’acciaio. Perfino la Nazionale, quando la Sardegna era l’Africa, si era accorta di lei. Marisa sapeva unire la dolcezza di lineamenti e comportamenti alla cattiveria agonistica che l’avrebbe portata a raccogliere gloria anche altrove. Indimenticabile: quando le sue morbide mani di cestista avevano iniziato a far vibrare le corde di una chitarra, arrivando fino al palco di Sanremo, solo un altro fuoriclasse l’aveva saputa eguagliare. Ma l’avevamo dovuto chiamare dagli Usa: era John Sutter. Un mostro: con il pallone e la chitarra. Quasi come lei. (nando mura)