Ho ancora negli occhi la faccia di Paolo Citrini, allora vice di Meo Sacchetti, quando la Dinamo aveva appena vinto la prima Coppa Italia nel 2014: il volto quasi deformato dalla gioia e dalla tensione mentre, abbracciandomi sul parquet del Forum, aveva pronunciato una sola parola, scandendola però bene: “Ca-po-la-vo-ro!”. Bene, un capolavoro sono stati anche gli altri tituli del Banco di Sardegna ma – adesso – anche il libro che il popolarissimo Citro ha voluto dedicare alla “Mia Dinamo dietro le quinte”. Bellissimo perché scritto molto bene (agile e sintetico, retorica zero), per l’enorme sostegno fotografico di altissima qualità, per la elegantissima grafica (Carlo Delfino Editore). Ma bellissimo anche perché, a quasi quattro anni dal triplete, ripercorre episodi, aneddoti, retroscena, curiosità, storie e interessantissimi risvolti tattici che, letti a caldo, non avrebbero avuto lo stesso effetto. Il libro di Paolo Citrini è come una buon vino che avevamo custodito nella cantina della memoria. Perché invecchiando diventasse ancora più buono.
