QUEL “BUZZER” DI VANUZZO

Manuel Vanuzzo festeggiato a Bologna dopo la tripla che aveva portato la Dinamo in semifinale nei playoff del 2012

Con la Dinamo ha chiuso tre anni fa, dopo aver sollevato – da capitano – il quinto trofeo: i playoff della A2, lo scudetto, due coppe Italia e la Supercoppa. Adesso ha chiuso anche con il basket giocato e si dedicherà alla crescita dei giovani sassaresi, che hanno bisogno soprattutto di una guida morale oltre che tecnica. Manuel Vanuzzo non ha scritto la storia della Dinamo: è la Dinamo. Nove campionati tra A e LegaDue: 340 presenze per 1901 punti. Più coppe varie. E un’immagine, indelebile: Casalecchio di Reno, 21 maggio 2012: il “buzzer” che vale la semifinale playoff. Quella partita non si sarebbe neppure dovuta disputare, c’era stato in settimana un terremoto in Emilia, poi era arrivato l’okay ma si era giocato in un clima surreale. Prima del match lo speaker aveva avvisato che “l’impianto è antisismico, in caso di terremoto vibra ma non crolla e, comunque, trovate fin da ora la via di fuga più veloce e sicura, non si sa mai”. La tripla di Vanuzzo, uno straordinario “catch and shoot”, era stata accolta come una liberazione. Doppia: il 3-0 non solo significava passare il turno ma, soprattutto, evitare garaquattro due giorni dopo e far rientro subito a Sassari. Lontani dal sisma.