RUSSO MA SOGNO

Roberto Pintor, talentuoso prodotto del basket cagliaritano degli anni Novanta

Un biennio indimenticabile, quello della Russo fra il 2006 e il 2008, ultimo atto di un percorso cominciato qualche anno prima quando la società della famiglia Villa Santa era – volutamente – ripartita dai tornei regionali. Due campionati in B2 chiusi con la promozione, a tavolino ma meritatissima perché sostenuta da un cammino eccezionale: 56 partite di regular season con 41 vittorie. Con una perla: nel 2007 via Rockefeller era rimasto immacolato: 13/13! In due anni due sole sconfitte interne in 28 partite. Ma anche in trasferta quella Russo sapeva farsi rispettare: più vittorie (15) che sconfitte (13). Il segreto? Un’ottima chimica tra un bel gruppo di sardi (citando a memoria: Pedrazzini, Pintor, Putignano, Villani, Villa Santa, Velluti, Sanguinetti, Graviano…) e continentali (citando a memoria: Albertinazzi, Toppino, Di Marco, Risolo…). Ma, per dirla tutta, neanche allora Cagliari – che ha più “contrade” di Siena – aveva saputo abbracciare quella squadra. E, soprattutto, quel progetto.