NON SONO STORIE

Tre storie sottocanestro. La prima: vince una partita giovanile a tavolino (20-0) contro l’imbattuta capolista e racconta in giro, con orgoglio, di averla battuta di venti punti. La seconda: fa un voto a Sant’Efisio nell’ultimo time-out di una finale playoff (poi vinta) e, il primo maggio, affronta puntualmente la camminata da via Roma fino a Pula evitando però di dire qual era il motivo della sua partecipazione. La terza: gioca sotto falso nome perché tesserato per un’altra squadra ma, ormai tantissimi anni fa, disputa solo le partite in trasferta per non essere scoperto. Storie vere, c’è solo l’omissione dei peccatori: ma è tutto assolutamente vero. E non finisce qui…