A 16 anni era già talmente bravo che Cantù, la squadra italiana che più di ogni altra puntava sulla valorizzazione dei giovani, gli aveva messo gli occhi addosso. Mario Vascellari ha invece scelto il Brill che batteva l’Ignis e poi l’Esperia che conquistava Cagliari: lui c’era, sempre. Io qualcosina dalle parti di Monte Mixi gliel’avrei intitolata.
