Il suo innesto in prima squadra – si disse all’epoca all’alba degli Anni 60 – aveva trasformato l’Esperia: perché, giocando da pivot, Sergio Carucci aveva permesso a Ezio Lotti di allontanarsi dal canestro e rendere ancora di più. Ma quell’Esperia, che giocava nella A2 di oggi, faceva davvero paura. Leggete i nomi: classe e talento. Hanno scritto la storia.
