C’era praticamente tutto quel che offriva il convento: zucchine e salsiccia, funghi e capperi, melanzane e acciughe, prosciutto e carciofini, mozzarella e peperoni, pomodori e rucola, cipolla e olive. Creata da Michele Palenzona, amatissima da Mario Vascellari. Più che una pizza era una sfida: non tutti (gli stomaci) potevano permettersela.
