LA NOSTRA STORIA (7)

Il terzo millennio, o il ventunesimo secolo, si apre con una chicca: nella stagione 2000/01, dodici anni dopo l’ultima volta, torna il derby tra Sassari e Cagliari. Perché, scherzi del destino, proprio nella stagione in cui la Dinamo retrocede in B1, l’ex Esperia ci sale. Naturalmente non c’è partita fra una squadra che farà immediato ritorno in B2 e l’altra che punta al ritorno in A2. Lo farà però solo due anni più tardi dopo aver perso due occasioni: contro Cefalù nel 2001 e contro Osimo nel 2002. La grande forza della società presieduta da Dino Milia è sempre stata la tenacia: la Dinamo ci riprova e stavolta, al terzo tentativo, ce la fa. Terza in regular season elimina Casale e poi Cento, in entrambi i casi in tre partite, e in finale il team allenato da Franco Ciani si confronta con il Trapani dell’ex Massimo Bernardi. Le cose si mettono male: Sassari perde garauno in piazzale Segni, e la A2 sembra ancora stregata. E invece no: la Dinamo va a vincere in Sicilia e, nella bella, travolge Trapani riconquistano la A2. L’uomo immagine, il giocatore copertina di quella seconda promozione, è Emanuele Rotondo: dopo la retrocessione non era voluto andar via, nonostante le tante offerte, perché voleva essere lui a riportare la sua Dinamo in A2. Missione compiuta. Si chiude, nel primo decennio del nuovo secolo, anche la missione di Dino Milia: un pontefice più che un semplice presidente. Nel luglio del 2005, dopo 32 anni, l’Avvocato decide di uscire di scena, di passare la mano. Affida la squadra a Luciano (e Pinuccio) Mele, e qualcuno teme che la fine di quel pontificato sia anche la fine della Dinamo a certi livelli. E invece è proprio Luciano Mele a portare per la prima volta Sassari in A, riconquistando nel 2010 quella categoria che la Sardegna aveva perduto, con il Brill, nel 1978. L’impresa è firmata da Meo Sacchetti, un coach arrivato per caso in Sardegna e diventato, come Gigi Riva e Fabrizio De Andrè, e prim’ancora Giuseppe Garibaldi, un cittadino più che onorario dell’isola. Il terzo millennio regala alla Sardegna altre soddisfazioni. In campo femminile la Mercede Alghero riporta la A1 nell’isola: nel 2004 partecipa ai playoff partendo dal quinto posto ma va puntualmente a vincere in trasferta, ultimo match a Pontedera. L’anno prima è la Santa Croce Olbia a salire di categoria riconquistando la B1, campionato che nel 2005 vede al via anche la Silver Porto Torres. L’asse geo-politico-sportivo, sulla scia della Dinamo, si è prepotentemente spostato verso il Nord. Cagliari tenta il colpo di coda nel 2008 quando la Russo, al termine di una ottima stagione (perde solo la finale dei playoff) viene ammessa alla neonata Serie A Dilettanti, l’ex B1. Dove però giocare, male, una sola annata. È il destino dei sudisti. E Sassari se la gode.