LA NOSTRA STORIA (5)

Gli Anni 80 si aprono il 24 febbraio 1980 quando Cagliari, non più Brill ma Acentro, viene sconfitta in via Rockefeller anche da Chieti (112-105) chiudendo la stagione all’ultimo posto con sole 4 vittorie e 22 sconfitte. Un disastro, annunciatissimo dal disimpegno del potentissimo sponsor della Brill. La media punti subita dall’Acentro (102,1) rende bene l’idea di quanto fragile e indifesa fosse quella squadra, allestita in economia. Di fatto era un team molto sardo: c’erano Serra, Vascellari, Mastio, Schlich, Pilleri, Exana e Piscedda, con due americani, Puidokas e Garrett, più un oriundo, Firpo. Anche gli allenatori che avevano coraggiosamente gestito quel delicatissimo momento erano sardi. Tra i migliori, non soltanto all’epoca: Franco Carpineti, Enzo Molinas e Roberto Usai. Cagliari saluta così la A2 e torna in B. Ma, poco più di dodici mesi dopo, Cagliari deve subire il più atroce degli affronti: il 9 maggio 1981, negli spareggi di Pisa, la squadra sponsorizzata dal Csm (l’azienda sanitaria di proprietà della famiglia Meleddu) non soltanto retrocede in C ma a decretare quella terribile sentenza è un’altra formazione sarda, l’ambiziosa Dinamo costruita a sua immagine e somiglianza da Dino Milia. Non c’è partita in quello scontro diretto, che è anche generazionale. La geografia della pallacanestro sarda, blindata da decenni, cambia radicalmente, ed è soltanto il primo atto di un ribaltamento totale che vedrà Sassari, proprio al termine di questo decennio, sfondare per la prima volta le porte della A2: era il 1989. Proprio Dinamo-Esperia è stato però il “must” degli Anni 80: le due squadre se le sono date di santa ragione, entrambe hanno sgomitato nel tentativo di conquistare la A2. Il derby della Carlo Felice è bellissimo soprattutto perché le due squadre sono formate in larghissima parte da giocatori cresciuti nei rispettivi vivai. Alla fine la spunta Sassari: nel 1988 la Dinamo inizia la galoppata verso un altro storico traguardo, la A2. Il match promozione si gioca in Piazzale Segni, il 22 maggio 1989: è la bella tra Sassari e Siena. La Dinamo vince 86-75 e fa festa. Ben prima, all’alba degli Anni 80, l’Esperia aveva di fatto castrato il sogno dell’ex Brill-Acentro, il Csm, di rientrare nel grande giro: l’aveva battuta nella bella della finale dei playoff della C1 del 1983 conquistando non solo la B ma anche la città. Nel 1986 quell’irripetibile team granata tenterà l’assalto alla A2, invano, bruciando tre match-point: sconfitta due volte  dal Cremona dopo aver vinto garauno in trasferta e poi dal Pescara sul neutro di Trapani. Fra un derby e l’altro spunta anche quello femminile: nel 1980 si gioca la prima stracittadina fra il Cus Cagliari e la Virtus. Sarà (praticamente per sempre) una tappa immancabile nel calendario del basket. E, a proposito di donne, la figura dominante di questo decennio è Nunzia Serradimigni, gioca playmaker, è stata la prima cestista sarda – uomini compresi – a partecipare a un’Olimpiade.