ANNI RUGGENTI

Storie minime della pallacanestro sarda quand’era romantica e ruggente. La prima. Il tifoso che dava una mano in società aveva ricevuto come premio la trasferta al seguito della squadra impegnata in uno spareggio. A fine gara, dopo la vittoria e la grande festa, aveva così ringraziato il presidente: <O su dottori, non mi ero divertito così tanto neanche in viaggio di nozze”. La seconda: nel time out un coach aveva invitato la squadra, incapace ci difendere a zona (ci ammazzano da fuori) e a uomo (ci battono in uno contro uno) a “pindacciare”. La terza. Torneo estivo, dunque molto naif: una squadra, in quel momento in difesa, aveva fatto fatto scattare la tattica del fuorigioco (calcistico) scattando tutti in linea verso la metà campo con un sesto giocatore che, a bordo campo, sventolava una bandierina. Fallo tecnico collettivo.