ALTRO GIRO, ALTRO BANCO

Tre vittorie nelle prime cinque giornate, tre vittorie nelle successive cinque: la Dinamo sembra un ragioniere del catasto per la regolarità del suo lavoro ma le cose non stanno esattamente così. Perché il peso specifico della seconda cinquina (con i successi esterni di Varese e Brescia intervallati da quelli di Champions con Holon e Krasnoyarsk) è decisamente più elevato. È un altro Banco di Sardegna. All’elettroshock delle dimissioni respinte da Sardara dopo la brutta sconfitta interna con Capo d’Orlando vanno aggiunte due cose: intanto il pieno recupero di Hatcher e Bamforth che formano una straordinaria coppia di guardie, non lontana da quelle del passato (i Diener o addirittura Dyson-Logan) e poi le scelte di Pasquini che, in difficoltà, ha puntato sulle certezze. Meno rotazioni, più starting five e quelle difese che hanno un doppio merito: incrinano gli ingranaggi degli avversari ma, soprattutto, obbligano Sassari a tenere sempre alta la concentrazione nella protezione del canestro. Il bilancio dei primi dieci turni è diventato positivo, perché ora la Dinamo galoppa verso il Final Eight di Coppa Italia: la vera, unica linea di confine della stagione. La storia lo ha sempre detto: è da lì in poi che si vedono gli uomini, e le squadre vere.